Birds of passage. Per ricordarci chi eravamo e chi siamo in un mondo globalizzato

Nella catena montuosa di Saint Elias Mountains, la seconda al mondo dopo la Cordigliera delle Ande, ai confini tra il Canada e l’Alaska, a 5.226 metri di altezza, tra violente bufere di neve e raffiche di vento gelido, svetta la cima di Mount Lucania. Il primo uomo a individuarlo, e imporgli questo nome, fu Luigi Amedeo di Savoia, il duca degli Abruzzi. Era arrivato in Canada, alla testa di una spedizione di ardimentosi alpinisti, attraversando l’oceano a bordo di una motonave di Sua Maestà Britannica che si chiamava Lucania.

Un Angelo tra le donne di Maputo

Una donna che porta una zappa sulle spalle e un bambino in grembo, e la scritta: “Producendo ci formiamo e ci liberiamo”. È il simbolo dell’Unione Generale delle Cooperative, l’organizzazione che a Maputo, capitale del Mozambico, mette insieme centinaia di imprese, dando lavoro a migliaia di persone, in grandissima parte donne. Un piccolo miracolo economico in una delle regioni più povere dell’Africa, che ha suscitato l’interesse degli studiosi di economia dello sviluppo, e che porta la firma di un piccolo frate francescano arrivato dalla Basilicata.

Dalla Basilicata a Mount Lucania. L'impresa estrema di un popolo in viaggio

Girano tanti lucani per il mondo, raccontava Leonardo Sinisgalli in uno dei suoi scritti più celebri, con l’aria di chi la sa lunga. Ma forse neanche il grande poeta-matematico ha mai fatto caso all’esitenza di una “Lucania” davvero speciale proprio ai confini del mondo, ben al di fuori delle mille rotte percorse nei decenni da centinaia di migliaia di migranti.

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